Figurazioni antropomorfe percorse da un pensiero psicologico, filosofico e simbolico tradotto in un fitto repertorio caleidoscopico di riferimenti e citazioni sulla formazione del mondo, sulla sostanza di cui esso è fatto, in una correlazione visiva tra le form e umane, le cose di appartenenza umana e la fenomenologia del mondo.
La forma femminile delle figure non coinvolge la dimensione del femminile in quanto genere, e non indaga gli archetipi.
Una sorta di viaggio culturale di invenzione tra i simboli del mondo, indicando con "Amiche" un’eterna condizione buona per la riuscita del mondo; e un'alterna possibilità di condizioni buone e care, quale dovere morale dell'umanità di preferire l'unione e la verità.